Raccontare Benca significa tenere insieme scale differenti: la visione del brand, la precisione del progetto e la materia con cui ogni spazio prende forma. La monografia nasce per raccogliere questo universo in un unico racconto editoriale, capace di attraversare la linea Benca e le sue collezioni senza ridurle a una semplice successione di prodotti.
Pagina dopo pagina, cucine, ambienti, superfici e dettagli costruiscono un paesaggio coerente. Un progetto in cui il minimalismo non è sottrazione decorativa, ma un metodo: dare ordine alla complessità, lasciare spazio alle immagini e permettere a ogni collezione di esprimere il proprio carattere.
La monografia è costruita come un sistema aperto, capace di accogliere contenuti molto diversi all’interno di una struttura riconoscibile. La griglia ordina testi, immagini e informazioni tecniche, mentre ampi margini e pause visive definiscono il ritmo della lettura.
Ogni elemento trova una posizione precisa, ma mai rigida. Titoli, numerazioni e cambi di scala accompagnano il passaggio tra le collezioni, costruendo una continuità editoriale che lascia emergere le differenze senza interrompere il racconto.
Verde Benca
Quando il racconto entra nella sezione Verde Benca, anche la materia editoriale cambia. Il verde attraversa le pagine e segna l’ingresso nel piano di sostenibilità dell’azienda, trasformando un capitolo istituzionale in un’esperienza visiva distinta ma coerente con l’intera monografia.
Il colore nasce dalla carta in pasta di Fedrigoni e non si comporta come una semplice superficie stampata: appartiene al supporto, ne attraversa lo spessore e rende la sostenibilità una presenza concreta. Carta, tono e contenuto coincidono, facendo della scelta materica una parte del messaggio.
Il silenzio della pagina
Il bianco è parte attiva del progetto. Separa, misura e crea il tempo necessario per osservare. La pagina non cerca di occupare ogni spazio disponibile, ma costruisce una relazione equilibrata tra ciò che mostra e ciò che lascia fuori.
In questo ritmo essenziale, la tipografia assume una funzione architettonica: orienta la lettura, stabilisce gerarchie e accompagna le immagini senza sovrapporsi alla loro presenza.
Dall’ambiente al dettaglio
Alle immagini d’insieme si affianca un livello più analitico, dedicato a configurazioni, materiali e componenti. Il racconto emozionale lascia progressivamente spazio alla precisione tecnica, senza che i due linguaggi entrino in contrasto.
La stessa griglia che valorizza una fotografia organizza anche descrizioni, codici e informazioni di prodotto. Il catalogo conserva così la propria qualità editoriale mentre diventa uno strumento concreto di consultazione.
Ciao 👋 sono Roberto Loliva, Art Director e Designer pugliese.
Progetto identità, immagini ed esperienze partendo da ciò che rende un brand riconoscibile: carattere, cultura, materia e dettaglio. Lavoro tra art direction, visual design e prodotto, trasformando concept in linguaggi capaci di vivere attraverso campagne, oggetti, spazi e piattaforme digitali.Parliamone!